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IMMO: Diventare proprietario in Spagna, le cose da sapere

In Spagna, investire negli immobili è ancora sinonimo di buon affare. Prezzi scontati, plusvalore interessante e rendimento locativo attraente sono tante buone ragioni per lanciarsi, ma bisogna sempre essere ben informati.

Un mercato attrattivo

Se la Spagna è un terreno favorevole agli investimenti, soprattutto stranieri, è a causa del crollo del mercato immobiliare nel 2008. In circa 10 anni, i prezzi si sono abbassati di più della metà del loro valore reale.

Da ormai quattro anni, i prezzi si rialzano progressivamente ma rimangono ancora inferiori al 40% del loro valore iniziale. Secondo i dati dell’Eurostat, i prezzi dell’immobiliare spagnolo sarebbero stati rivalutati di 4,5% nel 2015 nei confronti dell’anno precedente. La possibilità di fare un investimento redditizio è ben reale ed i compratori lo hanno capito bene. Secondo l’Istituto Nacional de estadistica spagnolo, il numero di vendite è aumentato del 13,9% tra Luglio 2014 e Luglio 2015. I notai avanzano una crescita del numero di investitori del 52% tra il 2013 e il 2014, e una proporzione di acquirenti stranieri del 10%.

Il prezzo dell’immobiliare non è l’unico vantaggio del paese in previsione di un acquisto. Il clima favorevole e il costo della vita, spesso inferiore a quello dell’Italia, sono due motivi per investire in una casa in Spagna. Il litorale mediterraneo, molto turistico con la Costa Brava, la Costa Blanca, i dintorni di Valencia, Torrevieja o Barcellona, lascia intravedere un buon investimento locativo, soprattutto riguardo agli immobili sul mare.

L’approccio giusto

Come per ogni investimento, l’approccio deve essere pensato, il mercato deve esser stato studiato ed è piuttosto consigliato di farsi aiutare da un professionista del settore. Inoltre ci sono anche alcuni prerequisiti a proposito dell’acquisto di un bene immobiliare in Spagna.

Per pretendere la proprietà, occorre un numero fiscale (NIE). Allo stesso modo di quello italiano, il numero fiscale spagnolo è necessario per la maggior parte delle pratiche amministrative. Si ottiene presso il posto di polizia locale, il vostro avvocato o il vostro agente immobiliare che può anche farne la domanda a nome vostro. Per velocizzare l’ottenimento dei soldi richiesti per il deposito di garanzia o le spese legate all’acquisto, è anche preferibile aprire un conto di non-residente in una banca spagnola.

Prima di firmare il compromesso di vendita, bisogna accertarsi che il bene è in conformità con quello che è stato annunciato dal venditore. Chiedete quindi di consultare il registro di proprietà per controllare se il venditore non deve ancora sdebitarsi. Verificate anche la superficie effettiva del terreno e dell’edificio al catasto; accertatevi che le spese di comproprietà sono state pagate e che l’IBI (tassa locale) è stata saldata. È consigliato effettuare queste operazioni accompagnati da un avvocato, un agente immobiliare o un notaio.

Una volta che avrete scelto l’immobile, firmerete il compromesso e infine l’atto di vendita (escritura) davanti al notaio. Sarete ufficialmente proprietario dopo che l’atto di trasmissione sarà stato inscritto nel registro fondiario (registro de propiedad).

Le cose da sapere

Diventare proprietario comporta alcune spese, relative all’acquisto e poi al possesso del bene.

Le spese notarili variano attorno al 1-2% del prezzo dell’immobile e i costi d’agenzia (a carica dell’acquirente) sono valutati tra il 5 ed il 10% del prezzo di acquisto. Potete anche essere sottoposti alla tassa di trasferimento (6-7% del valore del bene secondo la regione) o alla tassa sul valore aggiunto se si tratta di una costruzione nuova (7%).

Dopo la registrazione dell’atto di proprietà, le spese di proprietà sono a carico vostro. Tra quelle ci sono l’IBI o l’imposta locale il cui tasso è fissato dal comune, le spese correnti e l’imposta sul reddito dei non-residenti, del 24,75% del reddito reale proveniente dal bene. In caso di rivendita del bene, il plusvalore sarà tassato al 21%.

E.B – Meretdemeures.com.

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